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Umanesimo e Rinascimento

Le parole Umanesimo e Rinascimento (1400-1550) identificano un movimento culturale che si sviluppa in Italia. Qui, prima che altrove nel mondo, si era sviluppata una classe borghese che voleva sentirsi autonoma da qualunque potere istituzionale, laico o ecclesiastico che fosse.

Umanesimo e Rinascimento rinnovano la cultura, l’arte e il pensiero filosofico mentre nel resto dell’Europa sanguinose guerre civili portano alla formazione delle monarchie assolutistiche nazionali. Mentre in Europa i nobili feudali non sopportano d’essere governati da un potere centrale, la borghesia sostiene la stabilità dei governi perchè necessita, per lo sviluppo delle attività commerciali, di un unico mercato nazionale.

Centralità dell’uomo

Gli umanisti affermano la centralità dell’uomo, l’antropocentrismo, e portano la loro attenzione sulla natura. Umanesimo e Rinascimento spostano l’attenzione dal divino al terreno. Anche la divinità è considerata un’entità astratta di tipo filosofico da consocere e studiare. L’oscurantiso ecclesiale porta umanisti e uonimi del Rinascimento a trattare di religione per non andare incontro a spiacevoli conseguenze nei confronti del potere clericale.

Il Medioevo teorizzava il rispetto ai dogmi della fede, alle tradizioni religiose e all’autorità ecclesiastica, mentre la nuova sensibilità pone le priorità alle percezionei dei sensi, della ragione e dell’esperienza.

Per evitare ritorsioni gli umanisti sostengono la teoria della “doppia verità”, per cui alcune idee possono essere vere in campo filosofico e false in campo teologico. La differenza è relativa al contesto di riferimento. L’obiettivo è quello di dimostrare che ragione e fede possono marciare separate.

La nuova sensibilità del Quattrocento e del Cinquecento vuole che l’uomo sia libero di credere, senza imposizioni dovute a tradizioni o poteri costituiti.

Gli uomini del Rinascimento inoltre non danno molta importanza agli effetti della riforma protestante. Infatti tutto il movimento luterano e le reazioni della Chiesa vengono viste solo come leoote tra religioni, uguali tra loro, semplicemente in conflitto.

Gli intellettuali umanisti credo in un movimento laico in opposizione culturale, e non politica, a tutte le religioni, che considerano tra loro equivalenti.

Quando parlano di religione lo fanno in maniera razionale, non mistica o teologica. Gli umanisti inoltre sono cosmopoliti, tolleranti ed ecumenici, aperti al confronto razionale.

Per l’Umanesimo il concetto di “anima”, identifica qualcosa di astratto, di carattere universale e non individuale, una componente di natura psichica, legata alle funzioni del corpo.

Quando trattano di scienza, gli umanisti si riferiscono all’induzione esperienziale e non sulla logica deduttiva di Aristotele, per loro vuota di contenuto.

L’Umanesimo però apprezza Platone e Aristotele nella misura in cui da questi filosofi emerge un certo interesse per la scienza e la tecnica: matematica, fisica, astronomia, botanica…

Nel Medioevo tutta la realtà sensibile era stata vista solo per il suo valore simbolico, ora invece si guarda alla realtà in cui l’uomo è inserito.

Il pensiero umanista va a cercare di leggere di nuovo i filosofi dell’antichità, ma vuole ritrovare il messaggio originario, non filtrato dal pensiero medievale permeato di divino.

L’umanista guarda all’uomo, all’individuo borghese, al cortigiano al servizio di una signoria, al mercante, all’imprenditore, all’artigiano, al libero professionista, all’intellettuale, e all’artista. Nobiltà e clero gli interessano ben poco.

Ma non hanno interesse né per il mondo contadino né per quello operaio.

Non sono interessati al pensiero della Chiesa romana e neppure all’unificazione nazionale in quanto pensano che lo Stato della chiesa sia una realtà troppo forte per essere abbattuta.

Cercano di scoprire le leggi che regolano la natura; per questo si servono di magia, alchimia, astrologia e studiano anche matematica, geometria e medicina. A breve nascerann i primi studi di anatomia.

Gli umanisti applicano generalmente la matematica e la geometria all’arte, all’architettura e alla cartografia.

In campo artistico non c’è più l’interesse a guardare il mondo come la rappresentazione del divino; quindi si guarda alla relatà con occhio che osserva. Si scoprono così le leggi della prospettiva che portano alla rappresentazione tridimensionale della realtà.

Si sviluppa la ritrattistica: non più solo ritratti di santi, ma nobili e borghesi, principesse e cortigiani, popolane e animali vengono ritratti dagli artisti dell’epoca. Le opere a tema religioso vengono sostituite da soggetti kegati alla vita di nobili e borghesi.

Quando il mondo islamico occupa l’area greco-balcanica arrivano nella penisola italica intellettuali greco-bizantini. e portano con sé testi della cultura greca e bizantina. Si aprono così nuovi campi di studio: si riprendono gli studi della lingua greca classica, si leggono in originale i testi della filosofia greca e ci si riappropria del significato originale.

Il filologo umanista Lorenzo Valla scopre che la Donazione di Costantino, documento sul quale la santa Romana Chiesa fondava il suo potere temporale, è un falso realizzato nel VIII secolo e non un documento del IV secolo d. C..

Si inzia a riflettere sull’Universo: si afferma l’idea dell’infinità dello spazio e del tempo; si ritiene che non ci sia né un centro né una periferia.

Se l’uomo è al centro dell’universo, lo è solo in senso morale, non fisico, in quanto la Terra fa parte di un sistema solare fra tanti: si rifiuta il geocentrismo medievale a favore dell’idea che possa esistere una pluralità di mondi, magari anche abitabili.

Si ritiene che microcosmo (uomo, pianeta terra) e macrocosmo (universo) coincidano. Si ritiene che la divinità non sia più grande dell’universo che la contiene. Se l’universo è infinito deve essere anche eterno.

Alcuni umanisti come Tommaso Moro, con la sua Utopia, e Tommaso Campanella con La città del Sole, capiscono l’importanza di abolire la proprietà privata almeno per i fondamentali mezzi produttivi. Il filosofo Montaigne capisce che ogni cultura è relativa e che probabilmente le culture primitive sono superiori in quanto basate sulla semplicità.

Arte nel Quattrocento

Vi propongo un video sull’arte del Quattrocentro. In questo video si parla di tre grandi artisti che hanno fatto la storia dell’arte e che hanno dato via al Rinascimento. 

Brunelleschi

Opere di Brunelleschi

https://www.youtube.com/watch?v=8j26b4KR_q

Donatello

David di Donatello

Masaccio

Trinità di Masaccio

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Arte nel Rinascimento

Michelangelo

Video su Michelangelo

Il Giudizio Universale

La pietà

Basilica di San Pietro

Raffaello Sanzio

Lo sposalizio della vergine

Pala Colonna

La trasfigurazione

Leonardo da Vinci

Leonardo inventore

Leonardo pittore

La vergine delle rocce

La Gioconda

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