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Novecento Ottocento sfruttamento minorile

Il lavoro minorile tra storia e letteratura

Con l’espressione sfruttamento minorile si intende una qualsiasi attività lavorativa che priva l’infanzia dei sui diritti quali la dignità, la libertà e la formazione e impedisce quindi negativamente sullo sviluppo psico-fisico dei bambini.

In questo articolo si trovano documenti storici e testi della letteratura che affrontano questa tematica.

Documenti

Le conseguenze del lavoro minorile

Questo documento è tratto da un’inchiesta parlamentare inglese del 1833. I commissari di questo rapporto dimostrano una notevole capacità di analisi sociale, fatto che rende i loro risultati quanto mai significativi. A questa inchiesta ufficiale seguì il Factory Act del 1833, che istituì ispettori impiegati a tempo pieno per verificare il rispetto dei regolamenti e compiere regolari rapporti. Nel 1844 il governo inglese limitò lo sfruttamento delle donne, introdusse il sistema del tempo parziale per i giovani e prese le prime misure per disciplinare gli incidenti sul lavoro. Il brano proposto mostra l’attenta indagine dei commissari, che non nascondono la gravità della condizione infantile.

Dall’insieme delle testimonianze giacenti di fronte a noi, di cui ci siamo sforzati di indicare i punti essenziali, troviamo:

1. Che i bambini sono impiegati in tutte le principali branche della manifattura da un capo all’altro del Regno per lo stesso numero di ore degli adulti.
2. Che gli effetti del lavoro per tali ore sono, in un gran numero di casi: deterioramento permanente della costituzione fisica; produzione di malattie spesso del tutto incurabili; esclusione parziale o totale (in ragione della fatica eccessiva) dai mezzi per ottenere un’educazione adeguata e acquisire abitudini utili, o per approfittare di quei mezzi, quando siano offerti.
3. Che all’età in cui i bambini subiscono questi danni dal lavoro, essi sono sottoposti, non sono agenti liberi, ma sono privati del salario; delle paghe che guadagnano si appropriano i loro genitori e tutori. Siamo perciò dell’avviso che un caso è sorto per l’interferenza della Legislazione a favore dei bambini impiegati nelle fabbriche.
4. Riguardo alla moralità, troviamo che, sebbene affermazioni e deposizioni di differenti testimoni che sono stati esaminati siano in contrasto fino a un grado considerevole, tuttavia non c’è nessuna prova capace di mostrare che vizio e immoralità sono diffusi fra questa gente; considerata come classe, più che fra altre parti della comunità nella stessa posizione, e con gli stessi limitati mezzi di informazione. Distinta dalle altre classi per lo stare riuniti insieme (entrambi i sessi, giovani e vecchi) in grandi quantità, il linguaggio e il comportamento comuni alla gente incolta, in tali circostanze, appare essere controllato in grado non inconsiderevole dalla presenza di padri, madri e fratelli; per ogni male di questa specie che può nondimeno esistere, il rimedio più proprio sembra essere un’educazione più generale e accurata dei giovani.
5. Riguardo alla questione “per quali aspetti le leggi fatte per la protezione di questi bambini sono state trovate insufficienti rispetto al loro proposito”, troviamo che nelle situazioni del paese la legge esistente è osservata raramente o mai, che in diverse fra le principali città manifatturiere è apertamente inosservata, che in altre la sua messa in opera è estremamente parziale e incompleta, e che perfino a Manchester, dove le industrie principali provavano interesse a porre l’atto in esecuzione contro le evasioni praticate dai piccoli proprietari di fabbriche, il tentativo di imporre i suoi provvedimenti attraverso l’azione di un comitato di padroni è stato per qualche tempo abbandonato. Nell’insieme troviamo che la legge presente è stata quasi interamente inoperativa per i legittimi obiettivi contemplati in essa, e ha solo avuto la sembianza di efficienza in circostanze in cui si è conformata allo stato delle cose già esistenti, o in cui quella parte dei suoi provvedimenti che è adottata da qualche parte sarebbe stata ugualmente adottata senza intervento legislativo, come c’è ragione di presumere se volgiamo attenzione al fatto che tali provvedimenti sono stati realmente adottati nel corso del progresso in altre branche della manifattura non regolamentate per legge. D’altro lato, le classi numerose dei lavoratori, che rientrano nei provvedimenti del recente come dei più vecchi Atti, hanno preso familiarità col disprezzo per la legge, e con la pratica della frode, dell’evasione, dello spergiuro.

Report of Commissioners on the employment of children in factories (1832), British Parliamentary Papers (1833/XX), in English historical documents, a c. di D.C. Douglas, Eyre and Spottiswoode, Londra 1956, pp. 940-941.
Fonte https://keynes.scuole.bo.it/sitididattici/farestoria/percorsi/p08_01_02.html

Domande

  • Chi trae beneficio dall’impiego dei bambini nelle manifatture?
  • Quali sono le conseguenze morali sui bambini di un precoce avviamento al lavoro?

Testi della letteratura

Rosso Malpelo – Giovanni Verga

Lettura della novella, testo integrale alla pagina di Giovanni Verga.

Da “Inchiesta in Sicilia” di Franchetti e Sonnino – Il lavoro dei carusi

Vedi testo sfruttamento nelle miniere nella pagina di Giovanni Verga

Ciaula e la luna Luigi Pirandello

Testo tratto da Macaronì – Romanzo di santi e delinquenti – di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Fonti

https://keynes.scuole.bo.it/sitididattici/farestoria/percorsi/p08_01_02.html