La penisola iberica

Nel corso del XV secolo  si concluse il lungo processo di unificazione politica  che  portò la penisola iberica essere divisa in due stati: Spagna e Portogallo. Questi due stati saranno nel sedicesimo secolo i protagonisti dell’espansione Europea nel mondo.

Il processo che portò alla nascita dei due stati Spagna e Portogallo fu intrecciato con il movimento di Reconquista che mise fine alla presenza musulmana nella penisola iberica.

I musulmani erano entrati nella penisola iberica dal Marocco. Si erano diffusi sul territorio della penisola ma non avevano esercitato un controllo capillare del territorio, e avevano lasciato ampi margini di autonomia alla popolazione di religione cristiana ed ebraica.

Nella penisola iberica si realizzò quindi la pacifica convivenza di fedi e culture diverse che portò allo sviluppo culturale, scientifico, artistico e filosofico, della civiltà iberica durante il Medioevo. 

Le biblioteche della penisola iberica erano ricche di testi  scientifici e filosofici antichi, che erano andati smarriti in Occidente, ed erano invece stati tradotti in lingua araba e conservate in Spagna dagli studiosi musulmani ebrei e cristiani. Queste biblioteche attirarono molti studiosi dell’Europa Cristiana nel Basso Medioevo.

La penisola iberica nel 1360 – J. B. Bury, Public domain, via Wikimedia Commons

Il Portogallo, vocazione marinara

Nel corso del Medioevo il Portogallo aveva visto minacciata la sua indipendenza  dalla Castiglia e durante la guerra dei Cent’anni aveva stabilito strette relazioni di amicizia con la corona d’Inghilterra.  

In fatto di stringere un’alleanza con un altro regno atlantico concordava con la tendenza del Portogallo a proiettare il proprio destino verso il mare piuttosto che verso all’interno della penisola iberica, dove era troppo forte la concorrenza degli altri regni cristiani. la vocazione marinara portoghese si manifesta in pieno sotto il regno di Giovanni I (1385 – 1433), Durante il quale comincia la sistematica esplorazione delle coste dell’Africa.

Anche l’esplorazione delle coste africane venne presentata inizialmente come una continuazione della Reconquista e “imponeva” ai portoghesi di andare a combattere gli infedeli nella loro stessa terra d’origine. 

La Castiglia e l’Aragona

Nel corso del Basso Medioevo, nella penisola iberica  si vengono a definire due grandi regni il regno di Castiglia e il regno di Aragona. 

Ma il matrimonio tra Ferdinando II di Aragona (1540 – 1516) e Isabella di Castiglia (1451 – 1504)  portò all’unione dei due regni.

 i due regni, pur rimanendo formalmente distinti vennero Uniti nelle persone dei loro sovrani due sovrani mantennero separate le loro funzioni regali  nei rispettivi stati.

Fu Isabella a spingere verso l’apertura dei viaggi transoceanici e la conquista delle terre americane.  Ferdinando invece esercitò la sua influenza nel rafforzamento del potere monarchico limitando l’autonomia dei nobili e riorganizzando le finanze dello Stato.

Entrambi però si trovarono in perfetto accordo nel desiderio di consolidare il cattolicesimo in Spagna. 

La tappa culminante di questo processo fu la conquista del regno di Granada che nel 1492, pochi mesi prima che le caravelle di Colombo salpassero per il Nuovo mondo, mise termine all’ultimo dominio musulmano nella  penisola iberica.

Il regno di Granada – https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3184192

Identità nazionale e appartenenza religiosa

Uno degli elementi  di unione tra i due regni di Castiglia e di Aragona era la comune appartenenza al cattolicesimo. La fede religiosa costituì quindi per loro un preciso ambito di riferimento dal quale erano esclusi i non cristiani; e i non cristiani nella penisola iberica erano molti. Tra questi c’erano i moriscos e gli ebrei.

I moriscos erano i diretti discendenti degli antichi dominatori musulmani che non avevano abbandonato la penisola dopo le conquiste cristiane;

In Spagna risiedeva anche la più numerosa comunità ebraica di tutto l’occidente. Contava circa 250.000 persone. Questo era il risultato del lungo periodo di relativa tolleranza che la dominazione musulmana aveva garantito a tutte le religioni del libro e quindi anche agli ebrei. Ma la lunga guerra della Reconquista e lo spirito di crociata che l’aveva sostenuta, avevano profondamente modificato la situazione. 

Intolleranza religiosa

L’intolleranza era cresciuta progressivamente. Nel 1391 gli ebrei erano diventati bersaglio di sistematiche violenze durante l’ondata di rivolte popolari in Castiglia e in Aragona;  feste e malessere sociale  avevano fatto esplodere diversi momenti di intolleranza. 

Le violenze erano riprese vent’anni Dopo: alcuni predicatori incitavano il popolo a imporre la conversione agli ebrei. Tali conversioni forzate però venivano considerate false tanto che gli ebrei convertiti continuavano a essere perseguitati come infedeli.

Inquisizione e la purezza del sangue

Per indagare sui Marrani oltre che contro le più tradizionali forme di eresia nel 1480 viene istituito in Spagna il Tribunale dell’Inquisizione.  Il più famoso padre inquisitore fu frate domenicano Tomàs de Torquemada. L’inquisizione spagnola indirizzata verso marrani e moriscos usava abitualmente la tortura per favorire la confessione degli imputati. 

Si consideri che la procedura del tribunale dell’Inquisizione veniva attivata anche sulla base di semplici sospetti e di denuncie anonime.  Questo fa comprendere che i casi di errore giudiziario erano molto frequenti, anche se non venivano quasi mai riconosciuti. 

Leggiamo un testo del XVI secolo: un commentatore loda l’inquisizione nonostante frequentemente venissero condannati degli innocenti. 

Se un innocente viene ingiustamente condannato non deve lamentarsi della sentenza della chiesa che si basa su una prova sufficiente e non può giudicare quello che è segreto.
Se dei falsi testimoni lo hanno fatto condannare, e gli deve accettare la sentenza con rassegnazione e rallegrarsi di morire per la verità. 
In L. Poliakov Storia dell’antisemitismo

I condannati, anche quando scappavano dal rogo, erano sottoposti a una penosa trafila di umiliazioni pubbliche e alla confisca dei beni. Inoltre un certo numero di proibizioni, di limiti, erano previsti anche per i loro discendenti. 

Vennero anche stilati degli statuti della purezza del sangue: tramite di essi si poteva accertare chi discendeva da antenati ebrei e in quale misura. Risulta evidente quindi che in Spagna si era definita sempre di più una discriminazione razziale: non si era più cristiani o ebrei in base alla Fede, ma in base al sangue. E chiunque avesse sangue ebreo, finiva con l’essere discriminato e perseguitato.

La  cacciata degli ebrei dalla Spagna

Le violenze contro gli ebrei erano sempre più diffuse. Per questo molti ebrei cercarono di emigrare altrove. Questo però comportava la perdita di ogni proprietà.  Inoltre in tutti i paesi di Europa erano in vigore leggi discriminatorie per gli ebrei!

Ma per creare ancora più difficoltà agli ebrei, Isabella e Ferdinando decisero di cacciarli dalla Spagna. Il 31 marzo 1492 i due re firmarono un decreto che concedeva agli ebrei di Spagna 4 mesi di tempo per liquidare i propri affari vendere i propri beni.  Entro il 31 luglio dovevano abbandonare il paese.

 di fronte a questa decisione dei sovrani gli ebrei avevano solo due possibilità uno fare pubblica abiura della propria fede e accettare di farsi battezzare pur sapendo che nonostante questo rischiavano comunque di essere  considerati dei Marrani l’altra possibilità era quella di prendere la via dell’esilio

Circa 50 mila spagnoli rimasero e cambiarono religione mentre 150 mila se ne andarono: alcuni fuggirono in Portogallo. Il Portogallo inizialmente aveva adottato uno stesso regime di espulsione, ma, per paura di avere un danno economico, i portoghesi imposero le conversioni forzate. Altri ebrei si rifugiarono nei Paesi Bassi a Venezia in Marocco a Istanbul e in territori dell’impero Ottomano dove gli ebrei erano tollerati.

Video sulla reconquista

Le fasi della reconquista Video

La reconquista cristiana della Spagna Video

Slide