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La lotta contro le mafie

La lotta contro le mafie.
Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Felicia Impastato, don Pino Puglisi, il giudice Imposimato
Contro le logiche della mafia: Libera terra, Addiopizzo.

Percorso tematico con spunti di approfondimento

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

 È il 23 maggio del 1992, un caldo sabato di maggio che annuncia la bella stagione siciliana. Sull’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi con Palermo, vicino All’uscita per Capaci, alle 17:56 un’esplosione squarcia l’autostrada. Le auto che si trovavano in quel punto  vengono spazzate via. L’esplosione è tale che viene registrata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica.

L’esplosione è stata provocata da 500 kg di tritolo. L’obiettivo dell’attentato è Giovanni Falcone. Con lui muore la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

È il 19 luglio 1992. Paolo Borsellino va a trovare sua madre in via  Mariano D’Amelio a Palermo. 100 kg di tritolo erano stati nascosti in un auto.  Alle 16:58  un’altra esplosione . L’obiettivo dell’attentato era Paolo Borsellino. Con lui morirono i 5 agenti della sua scorta.

Ma chi erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

Biografia di Giovanni Falcone

https://www.archivioantimafia.org/bio_falcone.php#:~:text=Giovanni%20Falcone%20nasce%20a%20Palermo%20il%2018%20maggio%201939.&text=Dopo%20aver%20frequentato%20il%20liceo,anni%20sostituto%20procuratore%20a%20Trapani.

Biografia di Paolo Borsellino

https://biografieonline.it/biografia-paolo-borsellino#:~:text=Paolo%20Borsellino%20nasce%20a%20Palermo,Entrambe%20i%20genitori%20sono%20farmacisti.&text=La%20professione%20di%20magistrato%20nella,il%20tribunale%20civile%20di%20Enna.

https://www.focus.it/cultura/storia/giovanni-falcone-paolo-borsellino-il-coraggio-di-essere-eroi

La strage di Capaci

https://www.raicultura.it/storia/articoli/2019/01/Giovanni-Falcone-e-Paolo-Borsellino-dd2d113a-0490-4679-9e4d-73ee72e13cea.html

Film sulla lotta alla mafia

Giovanni Falcone – C’era una volta a Palermo

Regia: Graziano Conversano

Il film racconta del rapporto di Giovanni Falcone con Paolo Borsellino, gli anni del pool di Palermo, il periodo dei veleni, l’anno alla Direzione dell’Ufficio Affari Penali al Ministero di Grazia e Giustizia, a Roma.

https://www.raiplay.it/programmi/giovannifalcone-ceraunavoltaapalermo

Due magistrati antimafia in esilio – Era d’estate

Regia: Fiorella Infascelli – Interpreti: Beppe Fiorello, Massimo Popolizio, Valeria Solarino, Claudia Potenza, Francesco Acquaroli

Estate 1985. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vengono trasferiti d’urgenza all’Asinara insieme alle loro famiglie in seguito ad una minaccia più allarmante del solito. I giudici stanno lavorando al maxiprocesso penale che, la storia insegna, porterà in carcere molti dei protagonisti della criminalità organizzata.

https://www.raiplay.it/programmi/eradestate

Paolo Borsellino

Regia: Gianluca Maria Tavarelli – “Paolo Borsellino” è una miniserie televisiva in due puntate che racconta quindici anni di lotta alla mafia.

Propone un affresco di una parte importante della storia d’Italia, con il tentativo di tratteggiare anche la normalità del Giudice nella sua vita in famiglia, con la moglie e i suoi figli.

La prima parte della miniserie si conclude con il maxi processo di Palermo, mentre la seconda è dedicata agli ultimi mesi di vita di Borsellino, i mesi in cui il giudice cercava di svolgere il suo lavoro il più in fretta possibile, sapendo di avere i giorni contati.

https://www.mediasetplay.mediaset.it/fiction/paoloborsellino_b9462394

Paolo Borsellino I 57 giorni

Regia: Alberto Negrin – Interpreti: Luca Zingaretti, Lorenza Indovina, Enrico Ianniello, Davide Giordano

Questa è la storia dei cinquantasette giorni che separano la morte di Falcone da quella di Borsellino. Giorni in cui il giudice intuisce il suo destino e fa i conti con la propria vita, con gli affetti. Traccia il bilancio di un’esistenza, del suo impegno, come magistrato e come uomo. Giorni di tenerezza e d’amore con la moglie, con i figli, con i colleghi, gli amici, ma anche, ancora di lotta. Colonna sonora di Ennio Morricone.

https://www.raiplay.it/programmi/paoloborsellino-i57giorni

Io una giudice popolare al maxiprocesso

Regia: Francesco Miccichè – Interpreti: Donatella Finocchiaro, Nino Frassica, Francesco Foti

È la vigilia di Natale del 1985 quando Caterina, insegnante che si divide tra scuola e famiglia, riceve una telefonata: è stata sorteggiata come giudice popolare del Maxiprocesso indetto dallo Stato contro Cosa Nostra. Attraverso i suoi occhi assistiamo al racconto di una pagina cruciale della storia della nostra Repubblica.

https://www.raiplay.it/programmi/iounagiudicepopolarealmaxiprocesso

I cento passi

Film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordana. Il film è dedicato alla storia di Peppino Impastato, alla sua vita e al suo omicidio. Peppino Impastato è stato un attivista impegnato nella lotta alla mafia in Sicilia, la sua terra.

Il titolo prende il nome dal numero di passi che occorre fare a Cinisi, il suo paese, per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti, mandante del suo omicidio.

https://www.facebook.com/watch/?v=1001809013356065

Felicia Impastato

Il 9 maggio 1978 Peppino Impastato viene ucciso dalla mafia. Sua madre Felicia non si rassegna e decide di gridare al mondo i nomi dei colpevoli. Negli anni troverà un magistrato disposto ad aiutarla, Rocco Chinnici.

https://www.raiplay.it/programmi/feliciaimpastato

La mafia uccide solo d’estate

1992. Arturo – 20 anni – lavora come pianista in un’emittente locale. La vita di Arturo è da sempre segnata dagli omicidi di mafia ed in passato aveva una passione per Flora che era stata sua compagna di classe. Figlia di un noto avvocato legato alla politica più collusa Flora torna dalla Svizzera dopo dieci anni.

https://www.raiplay.it/programmi/lamafiauccidesolodestate

Il traditore 

È un film del 2019 diretto da Marco Bellocchio. La pellicola narra le vicende di Tommaso Buscetta, mafioso e successivamente collaboratore di giustizia, coinvolto da Giovanni Falcone nel Maxiprocesso contro la mafia in Sicilia. Il film interpretato egregiamente da Pierfrancesco Favino, è stato selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar 2020 nella sezione del miglior film in lingua straniera. È visibile su Netflix e su altri siti a pagamento.

Trailer – https://www.youtube.com/watch?v=CIusC1WorT4

Il giudice istruttore

Regia: Florestano Vancini, Gian Luigi Calderone

“Il giudice Istruttore” è uno sceneggiato trasmesso nel maggio del 1990 su Rai Due, ispirato alle reali vicende giudiziarie del giudice Ferdinando Imposimato. Si tratta di uno dei pochi esempi di fiction-verità italiana: le storie vengono trattate con efficace realismo, contemplando anche la possibilità dell’errore giudiziario.

Nel cast Erland Josephson, Vittorio Gassman, Francesca Marchegiani, Luca Zingaretti.

https://www.raiplay.it/programmi/ilgiudiceistruttore?wt_mc%3D2.app.wzp.raiplay_prg_Il+giudice+istruttore.%26wt

Alla luce del sole

Alla luce del sole è un film del 2005 diretto da Roberto Faenza.

È la storia di don Giuseppe Puglisi, detto “Pino” (interpretato da Luca Zingaretti), il parroco assassinato da Cosa Nostra a Palermo nel quartiere Brancaccio il giorno del suo 56º compleanno, il 15 settembre 1993.

Trailer

ANTEPRIMA DEL FILM

In guerra per amore

In guerra per amore è un film del 2016 diretto e interpretato da Pif.

Il film prende spunto da fatti documentati sullo sbarco degli americani per romanzare una storia d’amore inventata, quella tra Arturo e Flora.

Trailer

Libri sulla lotta contro la mafia

Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone, di Luigi Garlando.

Per Questo mi Chiamo Giovanni – A Fumetti – Luigi Garlando, Claudio Stassi.

Discorso in occasione del trentennale dell’uccisione Generale Dalla Chiesa

Testo tratto dal discorso del Prefetto Dottor Luigi Viana, in occasione delle celebrazioni del trentennale dell’uccisione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della signora Emanuela Setti Carraro e dell’Agente della Polizia di Stato Domenico Russo.

CIMITERO DELLA VILLETTA PARMA, 3 SETTEMBRE 2012

«Quando trascorre un periodo così lungo da un fatto che, insieme a tanti altri, ha segnato la storia di un Paese, è opportuno e a volte necessario indicare a chi ci seguirà il profilo della persona di cui ricordiamo la figura e l’opera, il contributo che egli ha dato alla società ed alle istituzioni anche, se possibile, in una visione non meramente retrospettiva ma storica ed evolutiva, per stabilire il bilancio delle cose fatte e per mettere in campo le iniziative nuove, le cose che ancora restano da fare. […] A questo proposito, ho fissa nella memoria una frase drammatica e che ancora oggi sconvolge per efficacia e simbolismo: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti“. Tutti ricordiamo queste parole che sono apparse nella mattinata del 4 settembre 1982 su di un cartello apposto nei pressi del luogo dove furono uccisi Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo.
[…] Ricordare la figura del Prefetto Dalla Chiesa è relativamente semplice. Integerrimo Ufficiale dei Carabinieri, dal carattere sicuro e determinato, eccelso professionista, investigatore di prim’ordine, autorevole guida per gli uomini, straordinario comandante.
Un grande Servitore dello Stato, come Lui stesso amava definirsi.
Tra le tante qualità che il Generale Dalla Chiesa possedeva, mi vorrei soffermare brevemente su una Sua dote speciale, che ho in qualche modo riscoperto grazie ad alcune letture della Sua biografia e che egli condivide con altri personaggi di grande spessore come, solo per citare i più noti, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (naturalmente non dimenticando i tanti altri che, purtroppo, si sono immolati nella lotta alle mafie).
Mi riferisco alle Sue intuizioni operative.
Il Generale Dalla Chiesa nel corso della Sua prestigiosa ed articolata carriera ha avuto idee brillanti e avveniristiche, illuminazioni concretizzate poi in progetti e strutture investigative che, in alcuni casi, ha fortemente voluto tanto da insistere, talora anche energicamente, con le stesse organizzazioni statuali centrali affinché venissero prontamente realizzati. […]
Come diremmo oggi, è stato un uomo che ha saputo e voluto guardare avanti, ha valicato i confini della ritualità, ha oltrepassato il territorio della sterile prassi, ha immaginato nuovi scenari ed impieghi operativi ed ha innovato realizzando, anche grazie al Suo carisma ed alla Sua autorevolezza, modelli virtuosi e vincenti soprattutto nell’investigazione e nella repressione.
Giunse a Palermo, nominato Prefetto di quella Provincia, il 30 aprile del 1982, lo stesso giorno, ci dicono le cronache, dell’uccisione di Pio La Torre (1).
Arriva in una città la cui comunità appare spaventata e ferita […].
Carlo Alberto Dalla Chiesa non si scoraggia e comincia a immaginare un nuovo modo di fare il Prefetto: scende sul territorio, dialoga con la gente, visita fabbriche, incontra gli studenti e gli operai. Parla di legalità, di socialità, di coesione, di fronte comune verso la criminalità e le prevaricazioni piccole e grandi.
E parla di speranza nel futuro.
Mostra la vicinanza dello Stato, e delle sue Istituzioni.
Desidera che la Prefettura sia vista come un terminale di legalità, a sostegno della comunità e delle istituzioni sane che tale comunità rappresentano democraticamente.
Ma non dimentica di essere un investigatore, ed accanto a questa attività comincia ad immaginare una figura innovativa di Prefetto che sia funzionario di governo ma che sia anche un coordinatore delle iniziative antimafia, uno stratega intelligente ed attento alle dinamiche criminali, anticipando di fatto le metodologie di ricerca dei flussi finanziari utilizzati dalla mafia. […]
Concludo rievocando la speranza.
Credo che la speranza, sia pure nella declinazione dello sdegno, dello sconforto e nella dissociazione vera, già riappaia sul volto piangente dell’anonima donna palermitana che, il 5 settembre 1982, al termine della pubblica cerimonia funebre officiata dal Cardinale Pappalardo, si rivolse a Rita e Simona Dalla Chiesa, come da esse stesse riportato, per chiedere il loro perdono dicendo, “… non siamo stati noi.”
1. Politico e sindacalista siciliano impegnato nella lotta alla mafia.

Carlo Alberto Dalla Chiesa, quindi, si inserisce a pieno titolo tra i Martiri dello Stato […] ovvero tra coloro che sono stati barbaramente uccisi da bieche menti e mani assassine ma il cui sacrificio è valso a dare un fulgido esempio di vita intensa, di fedeltà certa ed incrollabile nello Stato e nelle sue strutture democratiche e che rappresentano oggi, come ieri e come domani, il modello da emulare e da seguire, senza incertezze e senza indecisioni, nella lotta contro tutte le mafie e contro tutte le illegalità.»

Sono trascorsi quasi quaranta anni dall’uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ma i valori richiamati nel discorso di commemorazione sopra riportato rimangono di straordinaria attualità.

Riflessione

Rifletti sulle tematiche che si evincono dal brano, traendo spunto dalle vicende narrate, dalle considerazioni in esso contenute e dalle tue letture, dalle tue conoscenze, dalle tue esperienze personali.

Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.

Contro le logiche della mafia 

https://www.addiopizzo.org/

https://www.liberaterra.it/it/