Con questa espressione si intende il periodo che dalla fine del XV secolo arriva alla fine del Settecento. La parola italiana “moderno” deriva dal latino tardo “modernus”, ora, in questo momento. Il termine però ha un significato ambiguo, poiché dal punto di vista lessicale coincide con “contemporaneo”, ma nella periodizzazione propriamente storica l’età moderna sta ad indicare l’età che precede quella contemporanea.

La fine del medioevo e l’avvento dell’età moderna si caratterizzano per un insieme di elementi diversi che portarono gli storici a parlare di “modernità”.

  • La sensazione che l’uomo fosse al centro dell’universo. Umanesimo e Rinascimento testimoniano la progressiva affermazione della centralità dell’uomo.
  • L’interesse appassionato per la natura: la scienza offrirà nuovi strumenti di osservazione.
  • La rivoluzione scientifica.
  • La riforma protestante, partita dalla protesta di Martin Lutero e la controriforma cattolica.
  • L’emergere della coscienza – di cui fu principale interprete a livello teorico Machiavelli – dell’autonomia dalla religione e dalla chiesa della politica.
  • La consapevolezza che la politica ha il compito di obbedire, per essere efficace, alle regole sue proprie, al servizio di progetti di ordine terreno.
  • La formazione di un nuovo strato di intellettuali, alcuni di stato ecclesiastico, altri laici al servizio diretto dei sovrani e dell’alta nobiltà; in questo contesto sociale si sviluppano nuove idee che porteranno a formare e a influenzare una opinione pubblica, opinione pubblica che era impensabelie nel medioevo.
  • Le grandi invenzioni come la stampa e la polvere da sparo.
  • Le nuove scoperte geografiche.
  • La nascita dello stato moderno.
  • Il colonialismo

Fonti

https://dizionaripiu.zanichelli.it/storiadigitale/p/percorso/64/leta-moderna