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Dall’età comunale all’Umanesimo

Dal comune alla signoria

Alla fine del XIII secolo i comuni entrano in crisi e inizia una fase di instabilità politica.

Diventa così necessaria la figura di un forte potere personale che riesca a ridurre la tensione i conflitti intra comunali e inter comunali.

Questo signore, esponente delle famiglie più autorevoli dei vari comuni, assume il potere e limita la libertà delle altre famiglie e dei cittadini del comune.

In cambio garantisce stabilità di governo e crescita economica.

Le città più forti si espandono poi nel territorio comunale e si vengono a formare quindi gli stati regionali italiani.

L’avvento delle Signorie, con l’estensione territoriale dei Comuni più grandi, decreta la fine dell’autonomia di molti altri Comuni e porta alla sostituzione del principio politico della repubblica con quello della monarchia.

Dalla seconda metà del Trecento inoltre, i signori ottengono dal papà o dall’imperatore la legittimazione del loro potere.

Le signorie si trasformano così in Principati. Nel Principato il potere diventa ereditario e nascono dinastie di Governo.

Signorie sulla penisola italiana

Il Regno di Napoli vive un periodo di grande splendore sotto Roberto D’Angiò che governa dal 1309 al 1343. Alla sua morte iniziano scontri violenti.

Ricordiamo inoltre che siamo alla vigilia della grande peste con la quale culmina la grande crisi del Trecento.

Nel 1442 Alfonso V d’Aragona prende il controllo del Regno di Napoli e di Sicilia e riunifica i due regni sotto un’unica corona. Purtroppo il potere Regio è debole perché è limitato dai feudatari locali e dalla mancanza di una borghesia su cui potersi appoggiare.

Tra il Trecento e il Quattrocento l’Italia è attraversata da continui conflitti tra i diversi stati tra le diverse signorie. Ognuno cerca di imporsi sugli altri per espandere i propri domini.

All’inizio del quattrocento Venezia sconfigge i visconti di Milano e diventa la più grande e forte potenza dell’Italia del Nord.

Nel Ducato di Milano, alla morte senza eredi dell’ultimo esponente della famiglia Visconti, nel 1447, si apre un periodo di guerre che si conclude quando Francesco sforza si impadronisce del Ducato di Milano.

L’ascesa degli Sforza viene contrastata da Venezia ma appoggiata da Firenze. Questa situazione di tensione sfocia in una guerra che insanguina la penisola.

Nel 1453 l’impero Ottomano conquista Costantinopoli. La città, capitale dell’impero romano s’occidente e sede della chiesa ortodossa, finisce nelle mani la caduta della Roccaforte bizantina. (vedi video)

La minaccia ottomana e la situazione di tensione e di sangue che attraversava la penisola contribuirono a portare le signorie italiane a firmare la Pace di Lodi.

La pace di Lodi nel 1454

La Pace di Lodi del 1454 mise fine allo scontro tra Venezia e Milano e dà origine a un’alleanza militare, la lega Italica, tra gli stati della penisola. La rilevanza storica del trattato risiede nell’aver garantito all’Italia 40 anni di pace stabile favorendo di conseguenza lo sviluppo economico e la fioritura culturale e artistica del Rinascimento.

L’equilibrio garantito dalla Pace di Lodi si rompe nel 1494 quando il re di Francia Carlo VIII alleato del duca di Milano scende in Italia e si dirige verso sud per conquistare il Regno di Napoli.

Gli stati italiani riescono a cacciarlo e a farlo tornare in Francia.

Ma nel 1499 di nuovo le truppe del re di Francia Luigi XII invadono il Ducato di Milano e nel 1501 Francia e Spagna si accordano per dividersi il Regno di Napoli che viene conquistato.

La caduta del Ducato di Milano e del Regno di Napoli rompe gli equilibri politici. Scoppiano guerre tra gli stati italiani la Francia la Spagna e l’impero.

Nel 1516 la pace di Noyon sancisce la fine dell’Indipendenza degli stati italiani: il Regno di Napoli passa agli spagnoli e il Ducato di Milano ai francesi.

Umanesimo

L’Umanesimo è un movimento culturale che si afferma in Italia nel 1400, nel periodo in cui tutti i tentativi di creare uno Stato unitario nell’Italia centro-settentrionale erano falliti.

Il sud era unificato sotto il potere degli Aragona.

Al centro nord si erano consolidati invece cinque Stati regionali che avevano imposto a tutta la penisola una politica di equilibrio e di spartizione delle zone d’influenza: Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli.

L’Umanesimo nasce e si sviluppa in Italia perché qui, prima o più che altrove, esistevano le condizioni favorevoli alla nascita dei rapporti economici di tipo capitalistico.

Nei secoli XIV e XV l’Italia era uno dei paesi più progrediti del mondo.

Già nel XIII secolo le città italiane avevano difeso vittoriosamente, nella lotta contro l’impero tedesco, la propria indipendenza.

Verso la metà del XIII secolo in molte città-stato repubblicane era avvenuta l’emancipazione dei contadini dalla servitù della gleba, anche se a ciò non corrispondeva quasi mai un’equa distribuzione della terra.

La libertà conquistata dai contadini era più che altro “giuridica”, ma gli permetteva di trasformarsi in operai salariati. Vennero pertanto occupati o sfruttati:

  • nelle fabbriche di panno (opifici)
  • da artigiani arricchiti, i quali consegnavano loro la materia prima o semilavorata ricevendo in cambio il prodotto finito
  • dai maestri delle corporazioni, che spesso li costringevano a restare garzoni e apprendisti per sempre.
  • Dai mercanti, nelle manifatture, solo per produrre merci d’esportazione
  • da altri ricchi contadini neo-proprietari
  • dagli stessi feudatari di prima che ora li sfruttano con altri metodi.

Indipendentemente dalle situazioni i contadini venivano occupati con lavori pesanti, gli venivano offerti salari molto bassi, orari molto pesanti, mansioni parcellizzate, pochissimi diritti e stretta sorveglianza sul luogo di lavoro.

Molte furono le rivolte nei contadini italiani e tutte furono represse nel sangue. Anche questi fenomeni contribuirono all’istituzione di signorie e principati, cioè di governi centralizzati e autoritari.

La formazione delle Signorie contribuisce allo sviluppo dell’Umanesimo. Gli elementi che caratterizzano le signorie sono:

  • organismi territoriali molto estesi
  • organismi dotati di un complesso apparato burocratico-amministrativo e diplomatico
  • corti culturali e politiche che richiedono personale qualificato

Le Università tradizionali, ancorate ai programmi dell’enciclopedismo scolastico-aristotelico, non sono in grado di fornire il personale di cui le moderne Signorie hanno bisogno. Per questo motivo nascono nuove scuole private e accademie presso le corti.

Possiamo dire che i risultati più significativi e duraturi l’Italia li ottenne non sul terreno economico e politico, ma su quello culturale, con la nascita dell’Umanesimo prima e delle arti rinascimentali dopo.

Effetti della caduta di Costantinopoli

Costantinopoli, capitale dell’impero romano d’Oriente, è sopravvissuta più di 1000 anni all’Impero Romano d’Occidente con capitale Roma.

Tuttavia la città già dal XIII secolo era assediata dai turchi e i suoi territori erano stati depredati nel corso dei secoli XII e XIV.

Effetti culturali

L’avvicinarsi dei Turchi e il progressivo pericolo in cui si trova Costantinopoli sono fattori che contribuiscono alla nascita dell’Umanesimo.

A Costantinopoli si era coltivata la tradizione greco-latina mentre in Europa occidentale durante il medioevo la cultura occidentale aveva perso parte delle sue radici greche.

In Europa orientale si conosceva ancora il greco e si studiavano ancora gli antichi testi.

In Europa occidentale si era a conoscenza dei testi greci solo attraverso le traduzioni latine che erano ovviamente meno ricche dei codici originali.

Nel corso del Quattrocento gli studiosi bizantini lasciano le proprie città per paura dei Turchi e si trasferiscono in Europa; la meta scelta però è quasi sempre l’Italia, terra facilmente raggiungibile grazie alla sua collocazione geografica.

La maggior parte degli studiosi bizantini sono ecclesiastici e quasi tutti ortodossi.

Si ricorda che la chiesa cristiana si divide nel 1054 con lo Scisma d’Oriente, per il quale avvenne il definitivo distacco della Chiesa d’Oriente dalla Chiesa d’Occidente. Alla base di questo scisma c’erano divergenze di carattere religioso e teologico. Da quel momento la Chiesa d’Oriente assunse il nome di ortodossa, lasciando intendere la propria fedeltà alla dottrina della Chiesa antica, mentre la Chiesa di Roma si definì cattolica, cioè universale. La riconciliazione è avvenuta solo nel 1965.

Gli ecclesiasti furono accolti in Italia perché, pur essendo ortodossi erano pur sempre legati al cristianesimo e erano in fuga da un’altra religione: l’Islam.

In quegli anni molti intellettuali partecipano ai concili per cercare di trovare delle soluzioni comuni che portassero ad una riconciliazione tra le due Chiese (che però non verrà trovata).

Questi ecclesiastici si trasferiscono in Italia con i propri libri e le proprie conoscenze, consapevoli che probabilmente non potranno più tornare in patria.

Restano quindi in Italia e diffondono la cultura antica con i miti di Platone e i testi di Aristotele di cui in Occidente circolavano delle traduzioni latine incomplete.

Questi studiosi bizantini insegnano il greco agli italiani e portano i manoscritti dei testi originali. Voltaire, nel Settecento affermerà che le belle lettere sono scappate da Costantinopoli per andare in Italia.

Per questo si sostiene che l’assedio di Costantinopoli è all’origine dell’Umanesimo e del Rinascimento, momento in cui avviene la rinascita degli studi classici nell’Europa.

Assedio di Costantinopoli – Chronique de Charles VII by Jean Chartier

Effetti economici

La caduta di Costantinopoli provoca, oltre al fortissimo impatto culturale, un impatto economico abbastanza forte.

Una delle linee di commercio con l’oriente, essenziale per l’Europa, passa attraverso i porti del Medioriente controllati dall’impero bizantino.

Man mano che i turchi ottomani musulmani occupano quelle terre, diventa necessario commerciare con i turchi per avere quelle stesse merci (pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, senape, anice e cannella).

Quando Costantinopoli cade, non ci sono più porti sui cui far sbarcare le merci orientali che non siano degli ottomani.  All’inizio dell’età moderna il Mediterraneo è ancora il centro dell’economia Europea; è da lì che passano i grandi commerci gestiti da Venezia e dai porti del Medio Oriente.

Dal punto di vista geopolitico quando i turchi conquistano Costantinopoli e l’impero Ottomano occupano quindi i Balcani, la penisola anatolica, il Medio Oriente, tutto il Nord Africa.

È chiaro che Mediterraneo si è affacciata una potenza geopolitica fortissima di cui non si può non tenere conto.

Caratteristiche della cultura umanistica

Con la riscoperta del mondo classico greco-latino si riprende lo studio delle lingue classiche, si ricercano antichi testi da interpretare in maniera filologica, erudita, razionale e critica.

I testi degli antichi vengono analizzati attraverso il confronto fra i vari codici. La preoccupazione è quella di ristabilire l’esatto testo degli autori antichi e di non considerare più i testi che erano stati tradotti e modificati nel corso del medioevo. Si affronta lo studio dei testi latini con un approccio di tipo filologico.

La parola filologia è composta dai termini φίλος, phìlos, “amante, amico” e λόγος, lògos, “parola, discorso”. Designa un insieme di discipline che studia testi varia natura – letterari, storici, politologici, economici, giuridici – al fine di ricostruire la loro forma originaria. La ricostruzione viene svolta attraverso l’analisi critica e comparativa delle fonti, dei diversi codici che sono pervenuti. Le metodologie di indagine sono diverse e si pongono l’obiettivo di dare la forma o l’interpretazione che sia il più possibile vicina all’originale.

La parola Umanista designa non solo lo studioso di retorica e di grammatica, ma il soggetto di “nuova umanità”, che studia poesia, retorica, etica e politica (cioè, per dirla con il latino humanae litterae) in modo nuovo.

Innanzitutto non farà più riferimento alla teologia scolastica perché lo studioso non è soggetto a una tradizionale autorità, ma essendo capace di autonomia critica e di senso storico, dovuto alla sua altissima cultura si approccerà in maniera autonoma ai testi antichi.

L’umanista affronta i classici e imita, stilisticamente, Cicerone nella prosa, Virgilio nell’epica, Orazio nella lirica.

L’umanista cerca:

  • di riproporre le tematiche affrontate dagli antichi,
  • di imitare gli antichi nelle loro virtù morali e politiche, nel loro razionalismo e naturalismo.

Al contrario nel Medioevo gli studiosi si erano preoccupato di piegare il pensiero degli antichi alle esigenze della religione cristiana.

Falsa donnazione di Costantino

Chi sono gli umanisti?

Sono intellettuali al servizio di una corte signorile, sono ricercatori eruditi e collezionisti di codici antichi.

Affrontano lo studio dei testi antichi, in maniera filologica, al fine di stabilirne l’autenticità, la provenienza, la storicità.

Ad esempio l’umanista Lorenzo Valla dimostrò che la Donazione di Costantino è un falso medievale dell’VIII sec. elaborato per giustificare le pretese temporali del papato.

L’Umanesimo

  • riscopre il valore dell’autonomia creativa dell’uomo,
  • supera i concetti tradizionali di autorità, rivelazione, dogma, ascetismo, teologia sistematica, tradizione ponendo come prioritaria la necessità di una riflessione personale, critica,
  • rompe l’unità enciclopedica medievale,
  • avvia il processo di autonomia delle singole discipline,
  • permette all’uomo di conoscere e dominare le leggi della natura e della storia.

La riscoperta dell’autonomia della natura, con le sue leggi specifiche, porta allo sviluppo delle scienze esatte e applicate.

Ad esempio il grande Leonardo da Vinci traduce in scienza applicata le sue intuizioni nel campo dell’ottica, della meccanica, della fisica in generale.

Architetti e ingegneri passano dalla progettazione di singoli edifici a quella di intere città. Geografi e cartografi saranno di grandissimo aiuto ai navigatori e agli esploratori dei nuovi mondi. Si inventeranno nuovi strumenti per la navigazione come la bussola e le carte geografiche.

Grande sviluppo hanno la medicina, la botanica, l’astronomia, la matematica, le costruzioni navali.

La borghesia mercantile e imprenditoriale ha bisogno dello sviluppo delle scienze basate sull’esperienza e sul calcolo, indispensabili alla produzione e al commercio dei beni di consumo.

Video di approfondimento

Domande

  1. Perché i comuni entrano in crisi?
  2. Come avviene il passaggio alla signoria?
  3. Perché fra Trecento e Quattrocento ci sono continui conflitti?
  4. Che cosa stabilisce la Pace di Lodi?
  5. Quali sono le conseguenze?
  6. Chi sono Carlo VIII e Luigi XII? Che cosa vogliono?
  7. Che cosa stabilisce la pace di Noyon?
  8. Quali sono gli effetti culturali della caduta di Costantinopoli?
  9. Quali sono gli effetti economici?
  10. Cosa si intende per Umanesimo?
  11. Chi sono gli umanisti?
  12. Per quale motivo nel corso del Quattrocento si comincia ad approcciarsi con metodo filologico allo studio dei classici?

Fonti

  • http://www.homolaicus.com/storia/moderna/umanesimo_rinascimento/umanesimo.htm
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Costantinopoli_(1453)
  • http://www.giustiniani.info/costantinopoli.html
  • https://www.youtube.com/watch?v=JSkP763GhGc