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Verismo

Il verismo è un movimento letterario italiano che si sviluppa nella seconda metà dell’Ottocento.

Gli scrittori che aderiscono al verismo mirano a rappresentare la realtà sociale del loro tempo.

Nella maggior parte i veristi rappresentano situazioni regionali fatte di povertà, di miseria e di sfruttamento. I loro personaggi sono contadini, pescatori, minatori, umili lavoratori di cui si cerca di raccontare l’universo psicologico e linguistico.

Anche se in misura minore, non si può dimenticare che alcuni autori rappresentino anche la vita della nobiltà o della borghesia, come Federico de Roberto ne I vicerè o Matilde Serao in molte delle sue opere.

Sviluppatasi in Italia negli ultimi trent’anni dell’Ottocento, la corrente letteraria del verismo è il corrispettivo italiano del naturalismo francese. Mentre però in Francia il naturalismo si sviluppa in una società industrializzata e in un contesto cittadino, il verismo ha a che fare con la realtà periferica e misera del proletariato di un’Italia contadina, ancora arretrata economicamente.

Infatti i naturalisti francesi rappresentano prevalentemente la vita del proletariato urbano, mentre i veristi concentrano la loro attenzione sulle condizioni di miseria e di sfruttamento nelle quali vivevano le plebi italiane fatte di braccianti e di pescatori.

Un’altra differenza tra naturalismo e verismo riguarda l’atteggiamento verso lo sviluppo economico e sociale. Mentre gli scrittori naturalisti manifestano una certa fiducia nel progresso, l’ideologia dei veristi è molto più pessimistica.

Un miglioramento delle condizioni di vita dei ceti subalterni sembra impossibile: quando un personaggio di umile condizione cerca di salire nella scala sociale, il suo sforzo finisce quasi sempre in tragedia.

I massimi esponenti del verismo sono siciliani:

Importanti esponenti del verismo sono anche

  • Matilde Serao nata a Patrasso che vive e lavora a Napoli,
  • Grazia Deledda, sarda, che ottiene nel 1926 il premio Nobel per la letteratura, unica donna italiana.

Il teorico del verismo italiano è Capuana, docente all’Università di Catania, ma il caposcuola riconosciuto del movimento è Giovanni Verga.

 Caratteri del verismo italiano

Il verismo italiano è attento alle realtà locali e soprattutto a quelle del Sud Italia, dove la retorica dell’Unità d’Italia non ha avuto grande seguito. Il Sud Italia, che ha subito l’Unità e che non sente di aver ottenuto grandi vantaggi, manifesta il fallimento del Risorgimento. Il verismo diventa un’occasione di raccontare la verità del Sud Italia contro le ipocrisie della politica e della cultura, contro chi commissiona studi sul Sud e poi non ne tiene conto, contro chi non fa reali piani di sviluppo per il Mezzogiorno d’Italia.

L’analisi oggettiva e scientifica della realtà diventa uno strumento di denuncia per i veristi italiani, denuncia che diventa l’obiettivo del loro lavoro.