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La nuova cultura mercantile nel Basso Medioevo

Nel basso medioevo, in seguito all’affermazione dei nuovi ceti urbani, avvengono importanti cambiamenti nella mentalità medievale anche grazie alla figura del mercante. Ricordiamo, come sempre, che le idee non cambiano improvvisamente, l’evoluzione è sempre lenta e progressiva, ma è importante considerare che alcuni tratti caratteristici della mentalità mercantile sono destinati a incidere in modo importante sulle epoche future.

Chi è il mercante del basso medioevo?

È un uomo intraprendente, che crede che il lavoro sia finalizzato al guadagno, che viaggia, che conosce paesi e popoli stranieri, che impara le lingue.

Il mercante è disposto ad affrontare fatiche e pericoli solo per il guadagno; ritiene utile una guerra solo se questa avrà positive ricadute economiche e commerciali.

Il mercante sa che il denaro è la nuova fonte della ricchezza e del prestigio sociale e sa che per accumulare denaro

  • deve lavorare
  • deve saper amministrare le proprie ricchezze
  • deve risparmiare.

Tempo, spazio e denaro

Il mercante ha imparato che il tempo è denaro: è necessario fare buon uso del tempo perché il tempo serve per percorrere lo spazio in cui esercitare la propria professione.

Inoltre il tempo può essere anche monetizzato tanto da essere venduto: infatti si possono chiedere interessi sul denaro prestato o praticare prezzi differenti su una stessa merce in relazione al fatto che il pagamento sia immediato o dilazionato.

Usura

La chiesa condanna come forma di usura qualsiasi monetizzazione del tempo, perché il tempo appartiene a Dio. Ma l’usura, cioè il prestito di denaro dietro riscossione di un interesse, è fondamentale per la pratica mercantile.

E se la chiesa proibisce l’usura, in quale modo il mercante può mettere in pace la propria coscienza e evitare la dannazione eterna? La strategia utilizzata dai mercanti nel basso medioevo è quella di destinare una parte dei propri guadagni per opere religiose; infatti nei libri contabili dell’epoca compaiono spesso, come voci in uscita, espressioni come “conto di Messer Domineddio”. Con questi soldi sono state costruite tantissime chiese, commissionate tantissime opere d’arte. Troviamo un esempio prezioso nella cappella Scrovegni di Padova. Fatta erigere da Enrico degli Scrovegni, figlio del ricchissimo usuraio padovano Reginaldo Scrovegni, per scontare il peccato di usura paterno, fu affrescata interamente da Giotto. Quest’opera consacra Giotto come il più grande dei pittori del Medioevo.

Cappella Scrovegni, Giotto, Padova. Commissionata da Enrico degli Scrovegni, figlio del ricchissimo usuraio padovano Reginaldo Scrovegni.

Il mercante infatti è un cristiano che non può eludere il rapporto con la chiesa e con dio. Ma i suoi interessi sono indirizzati principalmente verso la realtà terrena: conoscere e comprendere la realtà è quindi fondamentale per poterne trarre un vantaggio economico.

Infatti il mercante non può più conoscere la realtà solo attraverso i racconti allegorici della cultura medievale. Ha bisogno di leggere, di scrivere, di maneggiare i conti: ha bisogno di un’istruzione che non sia finalizzata alla formazione spirituale, come era quella dei chierici, gli unici ad essere istruiti nella società medievale, ma alla pratica commerciale.

I buoni costumi dei mercanti – Paolo da Certaldo

Intorno al 1360, il mercante fiorentino Paolo da Certaldo scrive il Libro di buoni costumi. Si tratta di una raccolta di riflessioni e di massime scritte per chi vuole svolgere la professione del mercante. Da tali testi si ricavano informazioni utili per comprendere la mentalità del mercante, i suoi valori e la sua visione del mondo.

Di seguito alcuni passi tratti dal Libro di buoni costumi. I testi sono stati trascritti nell’italiano contemporaneo per renderli più facilmente comprensibili.

81. È cosa molto bella e grande e saper guadagnare il denaro, ma è cosa ancora più bella e più grande saperlo spendere con moderazione e in modo opportuno. Saper conservare e custodire i beni che hai ereditato è ancora più virtuoso, perché è più facile spendere ciò che non si ha guadagnato che quello che si è guadagnato con fatica, con sudore, con impegno continuo.

97. Non raccontare i tuoi segreti a una persona di cui tu non sia sicuro, perché non appena ti sarai confidato, sarai diventato servo di colui a cui tu li hai raccontati.

99. In ogni paese in cui vai o in cui stai, parla sempre bene di quelli che governano il comune. Evita però anche di parlare male degli altri perché questi potrebbero migliorare la loro posizione e, in quel caso, non ti considererebbero né amico loro, né amico della loro controparte.

115. Se vuoi che non ti manchi mai denaro per vivere, fai in modo di avere una bottega in cui si faccia qualunque tipo di mestiere. Si sa che è meglio non prendere mai denaro a prestito. Infatti è più opportuno che tu faccia pochi affari, ma col tuo denaro, piuttosto che farne molti col denaro altrui: perché, devi sapere, che nessun guadagno può superare quello che spenderesti prendendo denaro a usura.

142. Guardati bene dallo spendere più denaro di quanto tu possa spendere, vedi di avanzare ogni anno il quarto di quello che guadagni per aver sempre di che far fronte alle spese impreviste, che possono venirti addosso, in modo da non dover intaccare il tuo patrimonio, il tuo capitale o i beni che hai ereditato. Le spese impreviste possono essere di questo tipo: condanne, spese causate da malattie, spese causate da questioni legali, figlie da maritare che necessitano una dote. Inoltre man mano che la famiglia cresce, è necessario avanzare e mettere da parte tutto quanto tu possa, con accortezza. Guardati bene dalle piccole spese di tutti i giorni perché sono quelle che vuotano la borsa e erodono le ricchezze. Per questo ti invito a guardarti dalle taverne e ti invito anche a non comprare tutte le cose buone che vedi. La casa infatti è come la lupa: “Chi più vi reca, più vi si manuca” (quanto più porti a tavola, tanto più mangi – Proverbio popolare). 

250. Se tu stessi per morire e ti sentissi incerto per non sapere a chi lasciare il denaro che hai guadagnato in modo disonesto, tramite l’usura o con l’inganno, dallo in elemosina prima di morire. Puoi lasciarlo anche ai tuoi amici oppure ai tuoi parenti poveri. Se lasci che il denaro venga destinato dopo la tua morte, stai certo che tale denaro resterà al vescovo. Quindi, è meglio che tu lo dia a chi vuoi tu, fin quanto tu sei in vita.

305. Datti sempre da fare e cerca di guadagnare, ogni giorno. Non pensare che non ti serve guadagnare tanto solo perché non hai eredi a cui lasciare poi i tuoi beni. Non pensare che se lasciassi i tuoi beni ai parenti, loro in poco tempo riuscirebbero a sperperare una fortuna. Ricordati mercante: tu non conosci la lunghezza della tua vita! Io ho venduto grandi re e grandi signori, grandi cittadini e grandi mercanti perdere la loro posizione sociale e vivere in miseria gli ultimi anni della loro vita.

362. Bada bene a non rimandare a domani quello che potresti fare oggi, e specialmente non rimandare le cose buone. Con l’impegno costante si vince ogni cosa. Si legge infatti che quando la goccia cade sulla pietra, piano piano riesce a forarla. Quindi ti raccomando: sii studioso e perseverante, fai le cose con impegno costante e riuscirai a ottenere tutto quanto tu voglia.