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Le crociate

Significato del termine

Nel suo significato originale “crociato” non si riferisce a chi partiva per fare la “crociata”, dato che nel 1095-99 questa parola ancora non esisteva. “Crociato” è il nome con cui si rispondeva all’appello del papa, cucendosi sul petto il simbolo della croce.

Gli storici definiscono crociate le spedizioni militari condotte da eserciti europei in Palestina nell’XI e XII secolo, per sottrarre la città di Gerusalemme al dominio dei musulmani. Tali spedizioni militari furono compiute da feudatari europei occidentali, appoggiati dal clero cattolico, romano e franco-germanico, e con l’appoggio economico dei ceti borghesi e militari. Le spedizioni giunsero nei paesi del Mediterraneo orientale, nell’area degli slavi occidentali e dei popoli baltici.

Le crociate costituiscono la prima esperienza di colonialismo cristiano, da parte della chiesa cattolico-romana.

Crociata e guerra santa
Il termine crociata, o meglio “passaggio in Terrasanta”, divenne un’istituzione permanente che è caratterizzata dall’unione di due elementi distinti.
– Da un lato, il crociato era chi compiva il pellegrinaggio penitenziale ai luoghi della vita e della passione di Gesù, ottenendo la remissione dei peccati debitamente confessati.
– Dall’altro, il crociato era il combattente nella più specifica guerra santa contro gli “infedeli” musulmani, una guerra che, a differenza di tutte le altre, non era la risposta a un torto subito ma era giustificata, e anche resa obbligatoria, dalle sue finalità religiose.
Usi e abusi della parola “crociata”
Il principio della guerra santa è stato successivamente esteso a chiunque fosse considerato nemico della fede cristiana.
Si è così parlato di crociate a proposito delle guerre contro le popolazioni pagane del Baltico e così pure per quelle contro gli eretici o i ribelli all’autorità papale.
Con il tempo, l’idea di crociata ha subìto un’ulteriore e più radicale trasformazione.
L’idea di crociata è stata applicata alla lotta contro tutto ciò che è considerato un male assoluto.
È arrivata quindi anche ad includere elementi di intransigenza e di fede eroica.

Nel tempo, le implicazioni negative del termine hanno finito per diventare prevalenti.

Il termine crociata è divenuto allora sinonimo di un movimento irrazionale, improntato all’intolleranza e al fanatismo, orientato all’annientamento di un avversario del quale non si riescono a comprendere le ragioni o di un avversario che viene demonizzato in maniera estrema, tanto che, talvolta, sembra immaginario.

Fra gli storici moderni si è affermato l’uso di distinguerle secondo una numerazione progressiva e arrivando fino a nove o dieci, aggiungendovi anche successive spedizioni del XIII secolo che non riguardarono direttamente la Palestina. Qui parleremo delle crociate del XI e XII secolo finalizzate alla conquista della Terra Santa.

Terra santa oggi

La Terra Santa

La regione compresa tra il Mediterraneo e il fiume Giordano attualmente divisa tra lo Stato di Israele e i territori amministrati dall’Autorità Palestinese Santa per le tre grandi religioni monoteiste.

Per gli Ebrei è la Terra promessa verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè: in essa si trovano le città sante di Gerusalemme e Hebron.

Per i Cristiani, che hanno in comune con gli ebrei l’Antico Testamento, è anche la terra in cui nacque, morì e risorse Gesù Cristo; in essa si trovano le città legate alla vita di Gesù: Betlemme, Gerusalemme e Nazaret.

Per i Musulmani è la terra i cui Maometto giunse al termine di un immaginario viaggio notturno che mosse dalla Mecca che lo fece ascendere al Cielo visitando il Paradiso. La Cupola della Roccia di Gerusalemme fu eretta in età omayyade sul luogo da cui sarebbe cominciata la mistica ascensione del profeta dell’Islam.

La Terra Santa oggi è una regione suddivisa in due stati, Israele e Palestina, in cui coabitano in misura maggioritaria due nazionalità – israeliani e palestinesi – due etnie – ebrei e arabi – e tre religioni – Ebraismo, Islam e Cristianesimo.

Non sempre questi tre elementi – nazionalità, etnia e religione – riescono ad integrarsi tra loro e combinarsi in modo pacifico. Questo dà origine alla frammentazione culturale e religiosa che caratterizza questi luoghi.

In particolare, è bene sapere che non tutti gli israeliani sono ebrei e non tutti gli arabi sono palestinesi: esiste infatti un folto numero di arabi con nazionalità israeliana che abita nella regione della Galilea (Nazareth).
I cristiani costituiscono circa il 2% dell’intera popolazione; circa la metà è costituita da cattolici. 

La Custodia dei Luoghi Santi è affidata ai frati minori francescani, i quali giocano un ruolo chiave all’interno delle complesse politiche di gestione di questi siti.

Dal punto di vista geografico, con Terra Santa si indica la regione della Palestina, ossia le terre ad Occidente del mar Morto e del fiume Giordano, come rappresentato nella cartina.

Il video spiega in maniera sintetica la storia degli stati di Israele e Palestina e il conflitto israelo-palestinese dalle origini ai giorni nostri, cercando di mantenere un punto di vista neutrale.

Vedi articolo intero – https://officinadelsole.thesun.it/2016/03/23/la-terra-santa-oggi/

È molto importante, invece, che ciascuno di noi faccia la sua parte per portare e diffondere gli ideali di fraternità, di pace e di amore che noi tutti abbiamo sperimentato essere l’unica arma in grado di salvare il mondo. 

Le crociate

Nel 1054 la cristianità si era divisa a causa di uno scisma in seguito al quale la chiesa romana e la chiesa bizantina mantennero ruoli separati. Entrambe però erano contrapposte all’islam.

I turchi

Nell’XI secolo sia il califfato di Baghdad che la chiesa bizantina iniziarono a subire la pressione di una grande nuova migrazione proveniente da Oriente: quella dei Turchi, una popolazione dell’Asia centro-settentrionale che già da molto tempo era arrivata fino in Iran e in altre regioni medio-orientali dominate dai musulmani. Entrati a contatto col mondo musulmano i turchi si erano convertiti all’islam, avevano fornito uomini agli eserciti del califfo e avevano acquistato un ruolo militare sempre più rilevante. All’inizio del XI secolo guidati dalla dinastia dei Selgiuchidi avevano riunito sotto il proprio dominio la Persia e la Mesopotamia.

Nel 1055 conquistarono Bagdad e imposero ai musulmani di sottomettersi alla loro autorità. L’espansione dei Selgiuchidi fu molto rapida: conquistarono la Persia la Mesopotamia e l’Anatolia e costituirono il sultanato di Rum (il termine rum viene da romani).

Per quanto i turchi si fossero convertiti all’Islam, essi osservavano una forma di religiosità meno tollerante rispetto a quella che da secoli veniva praticata dagli arabi. Gli arabi infatti avevano sempre consentito la libera circolazione dei mercanti orientali e dei cittadini che si recavano nei luoghi sacri delle tre principali religioni del libro.

L’affermazione del potere dei Selgiuchidi ridusse la percorribilità delle grandi vie di commercio che collegavano il Mar Baltico con il Mar Nero e il Mediterraneo orientale dall’Asia centrale, all’India e alla Cina. Allo stesso tempo per i cristiani d’occidente risultava più difficile l’accesso alla Terra santa e al suo grande patrimonio di reliquie, di cui sia le istituzioni religiose che le amministrazioni delle città sembravano essere sempre più desiderose.

Espansione dei turchi Selgiuchidi – https://www.treccani.it/enciclopedia/selgiuchidi/

Quando vennero bandite

Nel 1070 giunse la notizia che Gerusalemme era caduta in mano turca. Questo diede alla chiesa di Roma il pretesto per scatenare la “guerra santa” contro gli “infedeli”.

L’imperatore bizantino, sentendosi minacciato dall’invasione turca, chiese aiuto al papa. Nel 1095, il pontefice Urbano II, rispondendo alla richiesta di aiuto, invitò tutto l’Occidente a intervenire militarmente e bandì la prima crociata.

Il Concilio di Clermont è stato un sinodo di ecclesiastici e laici della Chiesa cattolica, convocato da papa Urbano II e svoltosi dal 18 al 28 Novembre 1095 presso Clermont, nella contea dell’Alvernia, al tempo parte del Ducato d’Aquitania.

Papa Urbano II tenne il 27 novembre del 1095 un discorso al concilio di Clermont, per rispondere alla lettera che l’imperatore di Bisanzio gli aveva inviato, chiedendo di mandare truppe per aiutare i bizantini a respingere l’attacco dei turchi selgiuchidi, che si trovavano ormai a 100 chilometri da Costantinopoli, mentre i pellegrini cristiani in Terrasanta erano sistematicamente sterminati dopo essere stati sottoposti a raccapriccianti torture.

Discorso di Urbano II

Discorso di Urbano II al Concilio di Clermont (1095)
Popolo dei Franchi, popolo d’oltre i monti, popolo […] eletto ed amato da Dio, distinto da tutte le nazioni […] per l’osservanza della fede cattolica e per l’onore prestato alla Santa Chiesa, a voi si rivolge il nostro discorso e la nostra esortazione.
Vogliamo che voi sappiate quale lugubre motivo ci abbia condotto nelle vostre terre; quale necessità vostra e di tutti i fedeli ci abbia qui, attratti.
Da Gerusalemme e da Costantinopoli è pervenuta […] a noi una dolorosa notizia: i Persiani gente tanto diversa da noi, popolo affatto alieno da Dio, stirpe dal cuore incostante e il cui spirito non fu fedele al Signore, ha invaso le terre di quei cristiani, le ha devastate col ferro, con la rapina e col fuoco e ne ha in parte condotti prigionieri gli abitanti nel proprio paese, parte ne ha uccisi con miserevole strage, e le chiese di Dio o ha distrutte dalle fondamenta o ha adibite al culto della propria religione.
Abbattono gli altari dopo averli sconciamente profanati, circoncidono i cristiani e il sangue della circoncisione o [lo] spargono sopra gli altari o [lo] gettano nelle vasche battesimali; e a quelli che vogliono condannare a una morte vergognosa perforano l’ombelico, strappano i genitali, li legano a un palo e, percuotendoli con sferze, li conducono in giro, sinché, con le viscere strappate, cadono a terra prostrati.
Altri fanno bersaglio alle frecce dopo averli legati ad un palo; altri, fattogli piegare il collo, assalgono con le spade e provano a troncare loro la testa con un sol colpo. Che dire della nefanda violenza recata alle donne, della quale peggio è parlare che tacere?
Il regno dei Greci è stato da loro già tanto gravemente colpito e alienato dalle sue consuetudini, che non può essere attraversato con un viaggio di due mesi.
A chi dunque incombe l’onere di trarne vendetta e di riconquistarlo, se non a voi cui più che a tutte le altre genti Dio concesse insigne gloria nelle armi, grandezza d’animo, agilità nelle membra, potenza d’umiliare sino in fondo coloro che vi resistono?
Vi muovano e incitino ali animi vostri ad azioni le gesta dei vostri antenati, la probità e la grandezza del vostro re Carlo Magno e di Ludovico suo figlio e degli altri vostri sovrani che distrussero i regni dei pagani e ad essi allargarono i confini della Chiesa.
Soprattutto vi sproni il Santo Sepolcro del Signore Salvatore nostro, ch’è in mano d’una gente immonda, e i luoghi santi, che ora sono da essa vergognosamente posseduti e irriverentemente insozzati dalla sua immondezza.
O soldati fortissimi, figli di padri invitti, non siate degeneri, ma ricordatevi del valore dei vostri predecessori; e se vi trattiene il dolce affetto dei figli, dei genitori e delle consorti, riandate a ciò che dice il Signore nel Vangelo “chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me. Chiunque lascerà il padre o la madre o la moglie o i figli o i campi per amore del mio nome riceverà cento volte tanto e possederà la vita eterna”.
Non vi trattenga il pensiero di alcuna proprietà, nessuna cura delle cose domestiche, ché questa terra che voi abitate, serrata d’ogni parte dal mare o da gioghi montani, è fatta angusta dalla vostra moltitudine, né è esuberante di ricchezza e appena somministra di che vivere a chi la coltiva.
Perciò vi offendete e vi osteggiate a vicenda, vi fate guerra e tanto spesso vi uccidete tra voi.
Cessino dunque i vostri odi intestini, tacciano le contese, si plachino le guerre e si acquieti ogni dissenso ed ogni inimicizia. Prendete la via del santo Sepolcro, strappate quella terra a quella gente scellerata e sottomettetela a voi: essa da Dio fu data in possessione ai figli di Israele; come dice la Scrittura, in essa scorrono latte e miele.
Gerusalemme è l’ombelico del mondo, terra ferace sopra tutte quasi un altro paradiso di delizie; il Redentore del genere umano la rese illustre con la sua venuta, la onorò con la sua dimora, la consacrò con la sua passione, la redense con la sua morte, la fece insigne con la sua sepoltura.
E proprio questa regale città posta al centro del mondo, è ora tenuta in soggezione dai propri nemici e dagli infedeli, è fatta serva del rito pagano.
Essa alza il suo lamento e anela ad essere liberata e non cessa d’implorare che voi andiate in suo soccorso. Da voi più che da ogni altro essa esige aiuto poiché a voi è stata concessa da Dio sopra tutte le stirpi la gloria delle armi.
Intraprendete dunque questo cammino in remissione dei vostri peccati, sicuri dell’immarcescibile gloria del regno dei cieli.
O fratelli amatissimi, oggi in noi si è manifestato quanto il Signore dice nel Vangelo: Dove due o tre saranno radunati nel mio nome, ivi io sarò in mezzo a loro. Se il Signore Iddio non avesse ispirato i vostri pensieri, la vostra voce non sarebbe stata unanime; quantunque essa abbia risuonato con timbro diverso, unica fu tuttavia la sua origine: Dio che l’ha suscitata, Dio che l’ha ispirata nei vostri cuori.
Sia dunque questa vostra voce il vostro grido di guerra, dal momento che essa viene da Dio. Quando andrete all’assalto dei bellicosi nemici, sia questo l’unanime grido di tutti i soldati di Dio: “Dio lo vuole! Dio lo vuole!”
E noi non invitiamo ad intraprendere questo cammino i vecchi o quelli che noti sono idonei a portare le armi; né le mogli si muovano senza i mariti o senza i fratelli o senza i legittimi testimoni: tutti costoro sono più un impedimento che un aiuto, più un peso che un vantaggio.
I ricchi sovvengano i poveri e conducano a proprie spese con loro uomini pronti a combattere.
Ai sacerdoti e ai chierici di qualunque ordine non sia lecito partire senza licenza dei loro vescovi, perché questo viaggio sarebbe inutile per loro senza questo consenso; e neppure ai laici sia permesso partire senza la benedizione del loro sacerdote.
Chiunque vorrà compiere questo santo pellegrinaggio e ne avrà fatto promessa a Dio e a lui si sarà consacrato come vittima vivente santa e accettevole porti sul suo petto il segno della croce del Signore; chi poi, pago dei suo voto, vorrà ritornarsene, ponga alle sue terga; sarà così adempiuto il precetto che il Signore dà nel Vangelo: “Chi non porta la sua croce e non viene dietro di me non è degno di me”.
 
Clermont, 27 novembre 1095 
Domande di comprensione
1.      A chi si rivolge l’esortazione del papa?
2.      Per quale motivo il papa si appella ad essi?
3.      Quali azioni vengono compiute?
4.      Come incita i fedeli all’azione, con quali argomentazioni?
5.      Quale citazione viene utilizzata per spronare i fedeli alla partenza?
6.      Cosa viene promesso in cambio a coloro che partiranno?
7.      Chi deve aiutare i poveri affinché anch’essi partano?

Chi partecipò alle crociate

I grandi feudatari, Re, duchi, conti che volevano ingrandire i propri possedimenti, aumentare le entrate e consolidare la propria influenza in Europa. Questi nobili si sentivano minacciati dall’espandersi delle ricchezze degli emergenti ceti borghesi, che avevano dato vita alla rivoluzione comunale.

I piccoli feudatari, cavalieri, che costituivano il nucleo meglio organizzato e preparato delle forze militari crociate. L’ereditarietà dei feudi, e l’indivisibilità degli stessi a favore del primogenito, aveva determinato uno strato numeroso di cavalieri, detti cadetti, che non possedevano feudi. Questi nobili, o finivano con l’entrare nei monasteri facendo la carriera ecclesiastica oppure partivano all’avventura nel tentativo di procurarsi dei territori.

I ricchi mercanti delle città come Venezia, Genova e Pisa, che cercavano d’invadere i mercati orientali eliminando la concorrenza commerciale di Bisanzio e degli arabi.

La chiesa cattolica, che era la più grande proprietaria feudale, aveva come scopo meno esplicitato, ma molto importante, quello di sottomettere la chiesa ortodossa, estendendo la propria giurisdizione nell’Europa orientale. Lo scopo più evidente era quello religioso: cacciare cioè gli islamici dai territori mediorientali. Fu la chiesa a bandire le crociate.

Grandi masse proletarie e affamate che cercavano di affrancarsi dalla servitù della gleba e dalla miseria partendo per queste guerre di conquista.

L’imperatore bizantino, sentendosi minacciato dall’invasione turca, chiese aiuto al papa. Nel 1095, il pontefice Urbano II, rispondendo alla richiesta di aiuto, invitò tutto l’Occidente a intervenire militarmente e bandì la prima crociata.

In sostanza egli sospinse gli strati sociali più poveri a cercare in Oriente il loro riscatto. Ai partecipanti la chiesa prometteva la dilazione dal pagamento dei debiti, la remissione dei peccati con le indulgenze plenarie e altre cose ancora. Gli europei si lanciarono subito nell’impresa, convinti che la conquista dei paesi mediterranei orientali sarebbe stata facile, in quanto si sapeva che gli emirati turchi erano tra loro ostili. Inoltre si sapeva che l’impero bizantino era molto ricco.

La crociata dei “pezzenti” 1096

La prima crociata, detta dei “pezzenti”, partì nel 1096. Era composta da gente molto povera o contadina, proveniente soprattutto da Francia, Germania e Italia, che pensava di trovare in Oriente la liberazione dall’oppressione di feudatari e borghesi proprietari agricoli e sognava nuove terre in cui insediarvisi. Partirono anche donne e bambini. Erano disarmati, non avevano né provviste né denaro; lungo la via verso Costantinopoli si dedicarono al furto e all’elemosina, compiendo anche violenze a danno degli ebrei. La popolazione ungara e magiara, sul cui territorio passò questa torma di disperati, li combattè con ogni mezzo. Erano circa quattromila e furono quasi tutti sterminati.

Prima crociata 1096 – Crociata dei Cavalieri

La prima vera crociata fu condotta da cavalieri ben armati ed equipaggiati. Essi conquistarono Edessa dove fondarono il loro primo stato, poi Tripoli, Antiochia e Gerusalemme.

I massacri fatti in queste due ultime città furono spaventosi e imponenti.

I bizantini si dissociarono ben presto dalle imprese dei crociati:

  • perché questi, durante il loro transito, avevano saccheggiato anche delle città cristiane;
  • perché l’idea di una “guerra santa”, con tanto di vescovi, abati e monaci armati di tutto punto, era estranea alla loro mentalità;
  • perché pochi crociati avevano intenzione di restituire all’imperatore i territori conquistati; pensate che l’armata normanna si insediò ad Antiochia, per questo fu particolarmente odiata dai bizantini.

La conquista di Gerusalemme

Il 15 luglio 1099 Goffredo di Buglione, alla testa di 12000 crociati laceri e stanchi conquistò la città dopo un lungo assedio. Il saccheggio che seguì fu accompagnato da un orrendo massacro della popolazione in cui gli assalitori non fecero molta distinzione tra musulmani, ebrei e perfino a cristiani.

A Gerusalemme Goffredo di Buglione creò un regno Cristiano in cui furono trapiantate le istituzioni vassallatiche con la creazione di centinaia di feudi. Nei territori conquistati, i crociati accentuarono gli ordinamenti feudali esistenti:

  • i contadini (arabi e siriani), già servi della gleba, dovevano pagare al proprietario delle loro terre una rendita che toccava il 50% del raccolto;
  • quelli liberi vennero asserviti con la forza.

Nelle città costiere dei loro stati il commercio era in mano ai mercanti genovesi, veneziani e marsigliesi, che avevano ottenuto il privilegio di poter costituire qui delle colonie.

I crociati non furono in grado di apportare alcun elemento di novità nella vita economica dei paesi conquistati, semplicemente perché in quel periodo le forze produttive, la ricchezza materiale e culturale dell’Oriente era di molto superiore a quella occidentale.

I crociati si comportarono soltanto come ladri e oppressori. Per questo ci fu una costante lotta con la popolazione locale, che all’oppressione feudale si era vista aggiungere quella straniera.

Sul piano politico il sovrano dello stato latino aveva un potere limitato dall’assemblea dei più grandi feudatari. Gli stati erano divisi tra loro e sostanzialmente senza rapporti con quello bizantino. Sul piano religioso i sovrani cercavano di sostituire coi loro prelati il clero bizantino e arabo locale.

Per la conquista di nuovi territori e la cristianizzazione forzata delle loro popolazioni furono istituiti gli Ordini cavallereschi (quello dei Templari, di origine francese, quello Teutonico, di origine tedesca e quello dei Giovanniti, di origine italiana).

Erano una specie di ordini religiosi i cui membri, oltre ai voti monastici di castità-povertà-obbedienza, giuravano anche di difendere i Luoghi Santi contro gli infedeli. Dipendevano direttamente dal papa.

La seconda crociata

La seconda crociata fu causata dalla caduta di Edessa nel 1144.

La chiesa cattolica riuscì a convincere il re di Francia e l’Imperatore germanico a muovere contro i turchi. Ma, logorati dall’ostilità dei bizantini, disgregati da discordie interne, decimati da privazioni ed epidemie, i crociati vengono sterminati dai turchi presso Damasco (1148).

La controffensiva del Saladino

Negli anni successivi La debolezza della presenza militare cristiana fu un incentivo all’iniziativa dei musulmani. Nel 1187 il Saladino, divenuto sultano d’Egitto, mosse contro l’esercito dei crociati e lo sbaragliò presso il Lago di Tiberiade. Da qui l’armata musulmana scese verso Gerusalemme e la riconquistò.

Ai difensori della città che chiedevano salva la vita, secondo quanto riferisce uno storico arabo, il Saladino in un primo tempo rispose: “Non agirò con voi altrimenti da come agiste voi con la popolazione quando conquista ste Gerusalemme ammazzando, facendo schiavi e compiendo simili sevizie”.

Poi però il sultano si convinse a risparmiare chi si fosse arreso e fissò per ciascuno un riscatto. Le sue vittorie contro i crociati e la sua fama di sovrano giusto e saggio lo resero celebre anche in occidente.

Anche Dante colloca il Saladino, un musulmano, nel limbo assieme ai grandi dell’umanità.

La terza crociata – la crociata dei Re

La terza crociata causata dalla conquista di Gerusalemme per opera del grande condottiero turco Saladino, che aveva già esteso la sua signoria sull’Egitto e sull’Arabia occidentale. A differenza dei crociati, il Saladino non effettuava stragi nelle città vinte ai cristiani: questi anzi avevano la possibilità di andarsene pagando un riscatto in oro (un uomo 10 denari, 5 la donna); chi non pagava era fatto schiavo.

Sebbene alla crociata partecipassero i re d’Inghilterra e di Francia, nonché l’imperatore germanico, i suoi risultati furono irrilevanti (l’imperatore Federico Barbarossa addirittura vi morì).

Troppe erano le discordie interne: i francesi e gli inglesi, tornati in patria, si combatteranno a vicenda per il possesso di alcuni territori in Francia. Gerusalemme, in sostanza, restava in mano turca, anche se i cristiani vi avevano libertà di accesso.

Bisanzio si alleò ripetutamente coi turchi perché si era accorta che la presenza latina le causava più danni che vantaggi.

La quarta crociata

Alla fine del XII secolo, papa Innocenzo III, grazie al quale la chiesa cattolica aveva raggiunto l’apice della sua potenza, bandì la quarta crociata (1202-1204), cercando di approfittare della morte del Saladino (1193).

Alla crociata, diretta non solo verso l’oriente ortodosso e islamico, ma anche verso i paesi baltici, parteciparono i feudatari francesi, italiani e tedeschi.

I crociati decisero di partire da Venezia per servirsi della sua flotta: l’intenzione era quella di conquistare Gerusalemme dopo aver occupato l’Egitto. Ma Venezia, che aveva buoni rapporti commerciali con l’Egitto, riuscì a dirigerli con l’inganno contro la rivale Bisanzio. I crociati, infatti, che non avevano denaro sufficiente per pagare il viaggio, accolsero la proposta di prestare aiuto ai veneziani per la conquista della città di Zara, appartenente al re cattolico d’Ungheria. Indignato, Innocenzo III scomunicò i crociati, ma subito dopo concesse il perdono nella speranza che muovessero contro i turchi.

Ma durante l’assedio di Zara venne al campo crociato il figlio dell’imperatore di Costantinopoli per annunciare che il proprio padre era stato cacciato dal fratello e che, se l’avessero aiutato a ritornare sul trono, avrebbero ottenuto grandi somme e la riunione delle due chiese cristiane.

I crociati così si diressero verso Costantinopoli, ma qui incontrarono la resistenza della cittadinanza, che non ne voleva sapere dei latini. L’imperatore deposto venne rimesso sul trono senza spargimento di sangue, poiché il fratello usurpatore era fuggito dalla città.

Arrivo dei crociati a Costantinopoli https://it.wikipedia.org/wiki/Crociata#/media/File:Arriv%C3%A9e_des_crois%C3%A9s_%C3%A0_Constantinople.jpg

Ma i crociati pretesero che accanto all’imperatore fosse nominato con lo stesso titolo anche il figlio, il quale naturalmente aveva intenzione di mantener fede agli impegni contratti a Zara. Tuttavia, il tesoro della capitale era vuoto, il patriarca e il popolo si rifiutavano di riconoscere il papa come capo della chiesa universale e non avevano alcuna intenzione di pagare i debiti dell’imperatore, né di concedere privilegi ai crociati e ai veneziani.

Per queste ragioni la popolazione insorse uccidendo sia l’imperatore che il figlio.

Allora i crociati decisero di vendicarsi: irruppero nella città e per tre giorni la saccheggiarono orrendamente, proclamando l’Impero latino d’Oriente e dimenticandosi della spedizione contro Gerusalemme.

A capo della chiesa bizantina fu posto un nuovo patriarca, che cercò di avvicinare la popolazione locale, greca e slava, al cattolicesimo. Il papato, ufficialmente, condannò il massacro, ma quando vide che l’imperatore eletto e il patriarca gli riconoscevano piena supremazia su tutta la chiesa cristiana d’Oriente e d’Occidente, decise di accettare il fatto compiuto.

Tuttavia, più ancora che il papato o i feudatari, fu Venezia a trarre i maggiori profitti dalla conquista dell’impero bizantino, del cui territorio essa aveva occupato i 3/8: in particolare, i mercanti veneziani riuscirono ad ottenere per le loro merci l’esenzione dai dazi in tutti i paesi dell’Impero.

L’impero latino crollò nel 1261, sotto l’urto dei bulgari, albanesi e bizantini, aiutati dai genovesi, che temevano la presenza veneziana nei Balcani. Bisanzio sopravvivrà per altri 200 anni, ma non tornerà più al suo antico splendore.

Crociate successive

La quinta, la sesta, la settima e l’ottava crociata non ebbero molta importanza: i crociati subirono altre sconfitte o, nel migliore dei casi, scendevano a patti coi turchi prima ancora di dare battaglia; e questo nonostante che i mongoli si fossero alleati con loro contro turchi e arabi.

Il fatto è che dopo la quarta crociata non v’era quasi più nessuno in Occidente disposto a partecipare a spedizioni lontane e pericolose, per cui quando i crociati si trovavano in difficoltà non ottenevano mai gli aiuti e i rinforzi richiesti.

Nei secoli XII-XIII in Europa si ebbe un notevole aumento della produzione, la tecnica agricola si era perfezionata, le città si erano sviluppate: questo può spiegare perché vennero meno le cause che avevano indotto vari ceti della società occidentale a partecipare alle crociate.

I mercanti si accontentarono dei risultati delle prime quattro crociate, che avevano assicurato l’eliminazione della funzione mediatrice esercitata dall’impero bizantino tra est e ovest. Dal canto loro, i cavalieri ebbero la possibilità di entrare nelle truppe mercenarie dei re nazionali dell’Occidente, l’importanza dei quali andava crescendo. Molti altri cavalieri vennero utilizzati dalla chiesa cattolica per colonizzare nuovi territori nel Baltico, al fine di sottomettere gli slavi e tutta la Russia a Roma, ma l’impresa riuscirà solo in parte.

Bilancio delle crociate

1) Il risultato di maggior rilievo fu la conquista delle vie commerciali mediterranee, che prima erano controllate da Bisanzio e dai paesi arabi, i quali entrarono in una profonda decadenza economica.

2) Le città dell’Italia settentrionale (Venezia, Genova e Pisa) assunsero un ruolo dominante nel commercio con l’Oriente.

3) Si introdussero in Europa occidentale nuove industrie e manifatture (seta, vetri, specchi…) e nuove colture agricole (riso, limoni, canna da zucchero…). Compaiono i mulini a vento, sul tipo di quelli siriani.

4) La classe dei feudatari vede aggravarsi la propria crisi, sia perché ha impiegato molte risorse ottenendo scarsi vantaggi, sia perché si è rafforzata una nuova classe, la borghesia, ad essa ostile.

5) Le classi popolari, sacrificatesi senza ottenere alcuna contropartita, si orienteranno verso forme di protesta socio-religiosa (le eresie), ispirate all’uguaglianza evangelica.

6) I crociati distrussero le ultime tracce di fratellanza tra cattolici e ortodossi; saccheggiando Costantinopoli, aprirono le porte agli invasori turchi. La mobilitazione ideologica nella guerra santa segnò il trionfo dello spirito d’intolleranza e di fanatismo. La chiesa infatti accentuerà sempre più i fattori autoritari e dogmatici, legati al suo ruolo di guida suprema della cristianità europea.