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La guerra dei Cent’anni

La guerra dei Cent’anni, alla fine del Medioevo, vede definirsi la separazione definitiva tra i regni di Inghilterra e di Francia, che fino allora avevano vissuto quasi intrecciati.

Cause della guerra

I motivi sono essenzialmente i seguenti:

  • la presenza in territorio francese di alcuni feudi del Sud-Ovest che erano di proprietà del re di Inghilterra il quale non voleva rendere l’omaggio feudale al Re di Francia, Filippo VI di Valois;
  • l’interesse inglese sulle Fiandre, che era un mercato prezioso per la lavorazione delle lane grezze inglesi; sulle Fiandre la Francia cercava di porre la propria egemonia politica;
  • l’azione francese di rivalsa contro l’Inghilterra, che appoggiava la Scozia.

Lo scoppio delle ostilità

Nel 1337 Edoardo III rivendicò la corona francese, come legittimo discendente, per parte materna, di Carlo IV. Carlo IV era morto senza lasciare eredi nel 1328. Edoardo III di Inghilterra accusò il re di Francia Filippo VI di essere un usurpatore.

Le fasi della guerra

Prima fase – Le vittorie inglesi (’39-’60)

Gli inglesi, sbarcati nel 1339, sbaragliano i francesi, pur molto più numerosi, grazie alla loro addestrata ed efficiente fanteria e agli arcieri sapientemente addestrati.

I francesi avevano una concezione ancora aristocratico-cavalleresca della guerra, affidata a una impetuosa, ma ingenua, cavalleria feudale.

Con la pace di Bretigny del 1360, che vede l’Inghilterra vincere sulla Francia, la Francia deve cedere enormi territori nel Sud-Ovest, oltre Calais.

Inoltre il Re che era stato fatto prigioniero, dovrà pagare un salato riscatto.

Prima fase della guerra dei Cent’anni
Francia nel 1360, dopo la pace di Bretigny

Un primo riscatto francese

Il nuovo Re, Carlo V (1364/80) affidò all’abile Bertrand de Guesclin il compito di riorganizzare l’esercito francese, e questi adottò, con efficacia due tattiche che diedero buoni risultati:

  • la tattica delle imboscate 
  • la tattica della terra bruciata

Queste strategie misero in seria difficoltà gli inglesi. Nel 1380 i possedimenti inglesi erano ormai ridotti a poche piazzeforti sul mare (Bordeaux, Brest,Cherbourg, Calais)

Seconda fase

Le cose precipitano di nuovo per la Francia. Il nuovo re Re Carlo VI è un inetto. Sotto il suo regno prende l’avvio una nuova guerra civile tra due gruppi:

  • i borgognoni (seguaci di Filippo l’Ardito)
  • gli armagnacchi (seguaci di Luigi di Orléans).

Gli inglesi ne approfittano. Il loro Re Enrico V sbaraglia i francesi ad Azincourt nel 1415. Gli inglesi impongono il Trattato di Troyes nel 1420 per il quale viene imposto che il successore di Carlo VI non sia il figlio suo cioè Carlo VII, ma che sia il Re inglese.

Nel 1422 Enrico VI di Inghilterra assume la corona di Francia.

Giovanna d’Arco

Giovanna d’Arco fu la giovanissima che guidò la riscossa francese contro gli inglesi. Era figlia di contadini, analfabeta, fu animata da visioni religiose. Da giovanissima Giovanna d’Arco fu l’anima della riscossa francese nella lunga guerra che oppose la Francia all’Inghilterra tra il Trecento e il Quattrocento. La sua avventura finì tragicamente e fu proprio la sua fine tragica che alimentò la leggenda di questa giovane donna. Lei sentiva di essere stata chiamata da Dio per compiere una missione: liberare la Francia dagli Inglesi.

Giovanna d’Arco – Centre Historique des Archives Nationales, Parig

Il fenomeno Giovanna d’Arco

Presentazione a cura di Alessandro Barbero

Giovanna era donna, povera, giovane. In quanto tale non avrebbe dovuto prender parte alla guerra, men che meno alla sua conduzione. Invece accadde esattamente questo. Lei sosteneva di aver ricevuto delle rivelazioni soprannaturali, che la incitavano a prendere l’iniziativa per la liberazione della Francia.

Fu Giovanna d’Arco (1412-31) a riavviare la riscossa, stavolta definitiva, della Francia. Giovanna in effetti ebbe una importanza decisiva nella liberazione di Orléans (1429), a cui seguì a brevissimo l’incoronazione a Re di Francia di Carlo VII a Reims.

I francesi furono galvanizzati dal travolgente zelo di Giovanna e ripresero vittoriosamente l’iniziativa contro gli inglesi, riorganizzando l’esercito, che si dotò di arcieri, come quello inglese e potenziò l’artiglieria. Fino alla completa vittoria, nel 1453, allorché il re d’Inghilterra ritirò le sue truppe dal suolo francese: gli inglesi erano cacciati definitivamente dalla Francia.

Statua di Giovanna d’Arco a Orléans
Biografia
 
Jeanne d’Arc, detta dai contemporanei la Pucelle (“la Pulzella”, cioè la vergine) nacque nel villaggio di Domrémy nel 1412, in una famiglia contadina. Era analfabeta.
Verso l’età di 13 anni cominciò a credersi visitata da messaggeri celesti che la esortavano alla fede e ad agire per liberare la Francia dagli invasori inglesi.
La corona d’Inghilterra conservava ancora, infatti, possedimenti feudali sul suolo nazionale francese ed era impegnata in quella che sarebbe stata chiamata la guerra dei Cent’anni contro la debole monarchia di Francia.
Giovanna si convinse di essere stata incaricata di una missione: liberare la città di Orléans dalla presenza del nemico e far consacrare re Carlo VII nella Cattedrale di Reims, così come la tradizione della monarchia francese imponeva.
Purtroppo a causa della guerra fino ad allora era stato impossibile celebrare tale cerimonia.
Occorreva agire.
Nel 1429 Giovanna, a 17 anni, abbandonata la casa paterna, si presentò a Carlo VII che le concesse di cavalcare alla testa dell’esercito che andava a soccorrere Orléans.
Non aveva compiti di comando, ma la sua singolare presenza, la sua armatura bianca, il suo stendardo e la sua spada spronarono le truppe all’azione vittoriosa.
Orléans fu liberata a maggio, nel giugno l’esercito francese sbaragliò l’armata inglese presso Patay e in luglio Carlo VII fu consacrato re a Reims.
Giovanna aveva rianimato la stanca campagna militare della monarchia di Francia e intorno al suo nome cominciarono subito a fiorire leggende.
Ma a Carlo VII questo risultato già bastava: ai primi successi non seguì una convinta prosecuzione delle azioni contro gli Inglesi, alla quale Giovanna d’Arco invece incitava.
Pur se isolata e con poche forze, la giovane continuò così a combattere e nel settembre successivo fu ferita sotto le mura della città di Parigi, che si trovava sottoposta al controllo inglesi.
 
Nel 1430, mentre il nemico si riorganizzava, Giovanna si trovò a condurre la lotta alla guida di una compagnia di 200 soldati italiani.
Il 23 maggio, nei pressi di Compiègne, cadde prigioniera nelle mani dei Borgognoni, alleati degli Inglesi, dopo aver opposto una strenua resistenza.
Il giorno successivo fu rinchiusa in un carcere con alcuni fedeli compagni.
Il 24 ottobre, dopo mesi passati a peregrinare da prigione a prigione, e dopo due tentativi di evasione, fu ceduta agli Inglesi dietro il pagamento dell’enorme somma di 10.000 scudi d’oro.
Carlo VII non mosse un dito per salvarla e Giovanna nel gennaio 1431 fu condotta nel castello di Rouen di fronte a un tribunale ecclesiastico asservito agli Inglesi.
 
Giovanna sul rogo

Dal processo alla leggenda

La comparsa sulla scena di Giovanna era stata travolgente.

Con la sua foga, con le certezze provenienti dalle sue visioni, aveva mutato il corso del conflitto.

Ma chi era Giovanna?

Una contadinella esaltata, come forse pensò il suo re Carlo VII, una santa o un’eretica?

Dimostrare quest’ultima tesi e demolire la reputazione di Giovanna (così come volevano gli Inglesi) fu l’obiettivo dei giudici.

Durante i durissimi interrogatori che subì, Giovanna non rinnegò nulla ed espose anzi con forza i principi della sua azione che mirava alla salvezza della Francia.

Il processo si concluse nel maggio successivo.

Giovanna fu dichiarata colpevole di eresia e condannata a morte. Un rogo, nella piazza del mercato di Rouen, pose fine alla sua vita il 30 maggio 1431.

Conclusione della guerra

Diciannove anni più tardi Carlo VII riconquistò la città che era stata la scena del martirio di Giovanna.

Avviò la revisione del suo processo e nel 1456 la pulzella d’Orléans venne pienamente riabilitata e consegnata alla storia di Francia.

La sua vicenda non venne dimenticata e la Chiesa cattolica la dichiarò beata nel 1909 e poi santa nel 1920.

La straordinaria storia di Giovanna è stata raccontata da grandi scrittori, quali Shakespeare e Voltaire. Anche molti musicisti, e tra questi Giuseppe Verdi, si sono ispirati alla sua tragica storia, e il cinema le ha dedicato molti film.

Domande

  1. Quali furono le cause della guerra dei cent’anni?
  2. Chi ebbe la meglio nella prima fase?
  3. Quali furono le conseguenze di questo lungo conflitto?
  4. Quale ruolo ebbe la Pulzella d’Orleans?
  5. Dopo aver letto il racconto della vita e le parole di questa giovane donna, prova a immaginare Giovanna d’Arco e tracciane una descrizione fisica e psicologica. Scrivi almeno 15 righe, fatti aiutare dalla fantasia. Ricordati però di fare frasi brevi.

Fonti

  1. https://www.culturanuova.net/storia/1.medioev/la%20guerra%20dei%20cento%20anni.php
  2. https://online.scuola.zanichelli.it/capirelastoria-files/volume1/approfondimenti/Zanichelli_Vicari1_Unita7_Giovanna.pdf
  3. http://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-dei-cent-anni/
  4. https://it.wikipedia.org/
  5. http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanna-d-arco_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/
  6. Bertini, STORIA è … FATTI, COLLEGAMENTI, INTERPRETAZIONI, Mondadori Education, Mursia Scuola.
  7. https://dizionaripiu.zanichelli.it/storiadigitale/p/mappastorica/111/la-francia-dopo-la-conclusione-della-guerra-dei-cent-anni